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  • un Danno di Donna - Deborah S.

Punto riflessione: Serial killer si nasce o si diventa? - PRIMA PARTE

In passato sono stati condotti studi per cercare di trovare una risposta, in considerazione del fatto che spesso dietro la figura del Serial Killer ci sono persone traumatizzate da eventi tragici.


Studiando i nomi più comuni come Ed Kemper, Ed Gein o Milena Quaglini mi sono chiesta se queste persone fossero state aiutate, salvate nella loro infanzia, l'epilogo sarebbe stato differente?


Nel tempo, però, io stessa attraversando momenti difficili non ho mai pensato di veicolare il mio trauma sugli altri, certo avrei voluto affettare la persona che mi ha procurato dolore, ma non ho mai pensato di cacciare vittime innocenti per scaricare frustrazioni o trarne piacere.


Continuando le mie ricerche ho trovato molto materiale su personalità particolari che sono diventate serial killer, senza aver necessariamente attraversato momenti difficili.


Suppongo che ci sua una predisposizione, soggetti che non sono in grado di razionalizzare o elaborare le emozioni come gli altri.


A questo proposito ho trovato riferimenti molto interessanti, per una categoria di serial killer di cui pochi parlano.


I BABY SERIAL KILLER


Tra i tanti di cui ho letto, uno in particolare ha catturato la mia attenzione.


Cayetano Santos Godino.



Cayetano come la maggior parte dei serial killer, può vantare nel suo curriculum la classica famiglia disfunzionale, egli stesso vittima di percosse e violenza, la particolarità del suo caso, però, è che questo bambino inizia la sua opera di "epurazione" proprio negli anni in cui egli stesso poteva ancora essere considerato una preda.


Il suo primo atto violento, risale all'età di quasi OTTO ANNI.


Nel 1904 venne sorpreso mentre stava picchiando un bimbo di meno di due anni, in un'area abbandonata.


Un anno dopo, circa, condusse una sua vicina di casa di appena 18 mesi, in un'altra area abbandonata, dove cominciò a colpirla con una pietra


Nello stesso periodo Cayetano rapisce, gioca, sevizia animali, per poi ucciderli quando si stanca di loro, privandoli dei loro occhi, una delle caratteristiche riconosciute della Triade di Mcdonald che hanno quasi tutti i serial killer.


Nonostante la giovane età e la poca intelligenza, Cayetano aveva già sviluppato un proprio Modus Operandi.

Avvicinava bambini molto più piccoli di lui e si guadagnava prima la loro fiducia e si faceva seguire in luoghi isolati con la promessa di dolci.


Nel 1906 condusse invece un'altra bimba di circa due anni, sempre in un'area isolata e abbandonata, prima provò a soffocarla e dopo la seppellì viva in un fosso.


Il padre, scoperta l'attitudine del bambino, ancora piccolo, a fare del male agli animali e agli esseri umani, lo lasciò alle autorità che lo portarono in un centro di recupero per ragazzini difficili.


Quando torno a casa, due mesi dopo, aveva sviluppato soltanto una nuova abitudine, la masturbazione compulsiva, ciò nonostante non smise di cercare vittime.


Nel 1908 portò un bambino di due anni in un magazzino e cercò di annegarlo in un abbeveratoio per cavalli.

Pochi mesi dopo attirò un altro bambino di 21 mesi in un luogo isolato, provò a bruciare le palpebre al piccolo con una sigaretta.


Nel dicembre di quello stesso anno, i genitori esasperati dalla costante masturbazione compulsiva, dall'indole violenta e ribelle, mandarono il figlio in una colonia penale minorile, posto in cui si susseguirono azioni di violenza fisica e psicologica, sia ricevuta che data.


Tornò a casa tre anni dopo nel 1911, all'età di QUINDICI ANNI, in cui aveva sviluppato altre tendenze di cui bere e piromania (altra caratteristica della triade).


E da qui che inizia un escalation di devastazione e morte:


A gennaio 1912 diede fuoco a un magazzino per "vedere i pompieri cedere nelle fiamme". Pochi giorni dopo, sempre gennaio 1912 il cadavere di un tredicenne venne trovato in una casa abbandonata, picchiato, mezzo nudo e con una corda legata intorno al collo Nel marzo 1912 incendiò il vestito di una bambina di cinque anni, la bambina morì giorni dopo per le ustioni riportate. A settembre 1912 uccise con tre profonde coltellate un cavallo. Qualche giorno prima aveva dato fuoco a una stazione dei tram. A novembre 1912 provò a uccidere un bambino di 2 anni, gli legò le gambe con una corda poi provò a strangolarlo, venne accusato di "tentato omicidio" ma fu rilasciato in attesa del processo. Sempre quello stesso novembre 1912 colpì con una pietra una piccola di 3 anni, scappando all'arrivo di un poliziotto. Quattro giorni dopo ne rapì una di 5 anni ma la piccola si mise a gridare attirando l'attenzione e Cayetano scappò.

Sul finire del mese diede invece fuoco a due capanni degli attrezzi, mandandoli in fumo.


A dicembre incontrò Jesualdo Giordano che giocava sulla porta di casa, utilizzando il solito modus operandi lo convinse a farsi seguire con la promessa di dolciumi. Provò a strangolarlo, ma il bambino fece resistenza, quindi legò mani e piedi del piccolo con due pezzi di corda tenuti insieme. Poco dopo cominciò a picchiarlo, e gli venne l'idea di piantargli un chiodo nel cranio.


Uscendo dalla fattoria per cercare il chiodo, incontrò il padre del bambino che gli chiese se avesse visto il figlio, lui rispose negativamente e, dopo aver trovato il chiodo, rientrò nella fattoria. Non trovando un martello, iniziò a colpire il chiodo con una pietra, coprì il corpo con uno straccio e andò via.


Il cadavere fu trovato pochi minuti dopo dal padre della vittima, tornato a controllare nella fattoria.


Alle otto di sera Cayetano al funerale del bambino, avvicinandosi alla bara, gli toccò la testa per controllare l'effetto del chiodo ma non trovandolo chiese che fine avesse fatto: in tal modo si fece scoprire dalla polizia che lo catturò.


A gennaio del 1913 entrò in un manicomio criminale dove subito tentò di uccidere alcuni detenuti.


All'inizio del 1933 fu trasferito per un periodo nell'infermeria del penitenziario dopo le percosse ricevute da alcuni detenuti a cui aveva ucciso un gatto da loro adottato.


Morì il 15 novembre del 1944 in condizioni poco chiare.


Voi cosa ne pensate, SERIAL KILLER si nasce o si diventa?



Articolo a cura di Deborah Saia


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